(un tributo a non so cosa.1)

luglio 29, 2011

Così resto sempre irritante e provvisoria a riporre tutta la mia fede nella geometria, e in un equilibrio che nessuno comprende, tutti i miei oggetti fermati a circodarmi, istantanea cosmica miniaturizzata, tre volte mi chiudo la porta di casa alle spalle ma saprei dirti esattamente dove sono le chiavi, mentre la mia foto da puttana buffa –allora ce li avevo davvero, quindicianni– è andata perduta, scivolata fuori da una tasca, o un libro, o un cassetto troppo affollato di souvenir che non mi contemplano, e i nostri oggetti piangono la nostra reciproca mancanza, due panda che se fossero figli ci starebbero insultando, piume d’oca immobilizzate in un sacco di plastica a non trafiggerci, nella notte, tre paia di boxer e la mia maglia che sta molto meglio addosso a tua sorella.

E le strade del centro quando sono in vena mi raccontano commoventi bugie su me stessa, sul mio ammirevole coraggio.
Tutto il resto, sono io che mi dipingo come avrei dovuto essere da un sacco di tempo, eppure.

Eppure, adesso rido e resto ininfluente –un tempo ero l’onda d’urto che scoraggiava il mondo, ero il vento fortissimo, assordante, ero l’acqua della doccia oppure il mare, il rumore acquatico, onnicomprensivo, che escludeva tutto e tu che aprivi gli occhi sommersi (nel mare che ero io) di fronte alla mia bocca che sillabava muta ti amo ti amo ti amo, sorridendo, e tu non vedevi altro, sorridendo– adesso rido, resto calda e inoffensiva e soffice ma quando avevo il fuoco ti ho strappato via la pelle, quando avevo il fuoco io ti ho annientato, ti ho spezzato e adesso sono docile dove non ci sei mai, dove non puoi sapermi.

(e pensi –ragazzina– di essere in grado di piegare ogni interpretazione di te, ma ricorderanno solo occhiolini sbilenchi e troppi graffi, i tuoi indiscussi e discutibili talenti, un’ottima recita e un sacco di lamenti. Pensi di essere in grado e che davvero basti un fiore nei capelli, simbolismi da novanta centesimi, a fare di te meno di quello che eri, o più di quello che sei.)

L’intera città schiocca le dita, io tremo un poco. La solita magia o un gioco di prestigio, pioviggina sull’ultimo autobus che mi riporta altrove, a chiedere conforto al sorriso di un vecchissimo quasiamante. Domani giocherò a fare sua moglie.

Faccio il vuoto nella mia mente per non vederti fare quello che anch’io, tardivamente, sto facendo.

Mi freno dal dire parole d’amore, dal dire amore, in una spalla che potrebbe essere di chiunque, persino la tua, e anche se lo fosse. Posso sollevarmi e ridere di me stessa, posso stare immobile e smentirmi con grazia, oppure posso sorridere e concedermi di tremare, decidere che è tutto ok tranne parlare d’amore, decidere e concedermi di improvvisare, e poi smettere il tuo e imparare a dire un nuovo nome.

(automatismi fisici, reazioni pavloviane, che è come smettere di dire ahia quando ti fai male, o cazzo se una cosa cade, o ti prego resta mentre te ne vai oppure, prima di venire, amore.)

Lo vedi, mangio da sola, anche se non ho smesso di cucinare per due.
E parlo con te, anche se non ho smesso di inquisirmi da sola.

Ma rido molto, mi addobbo per scopare, pago i miei caffè. E scherzo molto –schiava dell’umorismo– non mi concedo spazi per essere effettiva. E mangio molto, smetto di dimagrire, di piagnucolare.

Roma fa il bello ed il cattivo tempo, io resto di notte a respirare nei diluvi, scambio una lunga occhiata con l’operaio cinquantenne. Pensiamo entrambi la stessa cosa, credo, che è davvero troppo tardi per fare quello che facciamo: cercare un autobus da sola o picconare l’asfalto sulla strada, o aspettare gocciolanti che non piova.

Eppure resto romantica e sincera –il mio fiore è un manifesto che qualcuno capirebbe, una stronzata stupida che lo farebbe piangere– e mi rifiuto di mentire, di ritrattare, di scordare. I tram vecchissimi che vanno alla stazione, i bar minuscoli, gli scioperi dell’atac, tu che mi dici che non mi vuoi sposare e non mi puoi salvare e corri da qualcuno, via da me e verso qualsiasi cosa, sui tuoi tram notturni o nei bisbigli erotici, a non dire amore in una spalla che potrebbe essere di chiunque e mai, in nessun caso, la mia.

E poi sorrido, della bellezza di queste ore, della mia escoriazione a forma di cuore, della mia distrazione, della mia semplicità, di un nuovo nome, della tua libertà sessuale, sorrido anche del mio cuore infranto e della banalità delle tue scuse quando, prima dell’orgasmo, un uomo mi promette una fedeltà scherzosa.

Annunci

2 Risposte to “(un tributo a non so cosa.1)”


  1. La ragazza più carina di tutti i tempi

    ovviamente non può essere vero, quantomeno per l’ignoranza sui tempi a venire, ma resta sodo e dolce che può essere pensato.

    picconare l’asfalto sulla strada

    questo non s’ha da fare, l’asfalto è un bene pubblico che va preservato, appunto per il bene pubblico. eppoi picconare è oltremodo faticoso e imperdonabilmente rumoroso, la notte.

    E poi sorrido,[ ] della mia distrazione

    ecco, questo ben si addice alla notte (e al giorno) ché può essere foriero se non d’entusiasmi, quantomeno di fate, quel sorriso così motivato. solo distratti (forse, chissà) si evita la noia (di vivere)

    ‘notte


  2. La ragazza più carina di tutti i tempi, che dolcezza,, vero? Io certe volte mi commuovo di questo nome immenso.

    Non picconavo io, comunque, picconava un operaio con la casacca arancione e l’aria stanca.

    Essere distratti è meraviglioso, ma uno stato di grazia che è complicato preservare. E la noia di vivere, bah. Ci annoieremo alla fine anche di dire che ci annoiamo, secondo me. A un certo punto, finirò a tacere.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: