(aruspicina) n.1

settembre 6, 2011

Finisce -l’estate- in un battito
di denti, in uno schiocco di gomito
e colante di sangue
e poi, orizzontale e gelida
la grandine.

Vorrei tanto aver pensato il tuo nome

nell’intervallo atemporale in cui il mio corpo
si inclinava a comprendere
la consistenza piatta dell’asfalto;

ma forse l’ho pensato.

Qualcosa di simile all’attesa senza fine
della fine, nei mesi in cui precipitavo
ineluttabile

e intanto ci scucivi.

Di sicuro eri
nella bocca viscida di sangue
che colava senza via di scampo
nella lingua
che indagava i brutti disastri
incapace di concentrarsi sul resto
i denti superstiti, ciò che era rimasto
di indolore.

Qualcosa di simile alla mia fuga isterica
su un treno nugolante di zanzare.

Di sicuro dicevo il tuo nome,
sputando e dando il cellulare a mio cugino
liberaci dalla tentazione.
E poi, nel dondolio beffardo
degli incisivi storti
o nelle scariche elettriche costanti
le ossa che grattano sui nervi
dell’avambraccio
nei movimenti
inevitabili
come certi giorni.

Ma liberaci dalla tentazione
-che mi hanno ricucita-
e dire che alla fine l’avevo quasi avuta
la rinoplastica tanto auspicata.
che vista da qui non è poi così comica
non è poi così tenera.

Chiamarti e dire, guarda prima di attraversare.

Una rivelazione: avrei voluto andare a letto col radiologo
solo perché non ha ascoltato le mie suppliche
e rideva
raddrizzandomi il braccio
e finalmente mi ha fatto gridare.

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5 Risposte to “(aruspicina) n.1”

  1. vivvyx Says:

    Mi piace, le tue parole generano altre parole, mi hai messo in cinta senza volerlo. Forse è solo troppo presto…
    Bologna, 7:56 a.m. 06-09-2011
    ——————————————————————————-

    “Il campetto della chiesa è consacrato al gioco del calcio
    ha portato via ogni illusione di trascorrere le vacanze altrove,
    ogni idea di separazione dalla città

    all’incirca dopo l’ora della mensa
    i bambini giocano sotto il sole prepotente di agosto
    ed io non riesco nemmeno a godermi il silenzio sul water

    eppure…

    sotto il sole gli sguardi concimavano la nostra amicizia estiva
    sopra, le nuvole appesantite dai goccioloni pronte a dare un po’ di sollievo alla nostra partenza
    hanno bagnato il luogo dove ci siamo incontrati

    la pista d’atterraggio di un aeroporto di paese,
    intimo come una chiesa
    ha fatto da sfondo alla nostra resa

    non sapevo più che musica portarti
    e mi sono schiantato sulla prima colonna sonora che ho trovato nel pc,
    pensavo ad altro e alla fine mi è sfuggito di mano
    ho perso tutte le parole che ci avevo messo dentro
    tranne queste
    le uniche che mi ricordavo.

  2. DarKamui Says:

    Bella, bella, bella. Non ci possono essere parole atte a descrivere ciò che è stato detto, risulterebbero solo “di troppo”.

  3. piermaria Says:

    (mi piace il tuo tono terreno e deserto)


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