(thiopental) n.2

febbraio 25, 2012

Non ci diciamo niente, a volte
a volte ci neghiamo l’essenziale
taciamo
sulla matematica
la tattica
la fine;
ma cosa si può dire della biologia
della logica formale
della catena alimentare?

Dopo una morte presunta o
provvisoria, si può sempre
confidare nello sguardo
di un passante, nella
geometria esatta delle ombre
stupirsi del colore delle arance
nutrite, pare, solo dal monossido – dalla necessità
di essere
ai nostri occhi
così belle.

Possiamo ancora
trattare le ossa come appigli
gli orgasmi come dichiarazioni, i respiri
come dati significanti
staccarci la carne a morsi – trepidare
per gli appuntamenti.

Ma con che prezzo
riconosciamo l’aria che ci invade
e defluisce, il pane
che resta pane che resta
pane e ci fa bene
o la doppia implicazione materiale
della mia vita
per un’altra vita
(mettiti in ginocchio e giungi le mani oppure)
affiliamo i coltelli e custodiamo
l’ordine di grandezza
che ci contiene – la rilevanza
del nostro stare al mondo.

Possiamo ancora illuderci
che sia un ricatto e un’aberrazione
questo smentirci
che sia meno frequente
e più perverso
di una morte accidentale, della
macellazione dei vitelli.

Possiamo sempre
sperare in un profumo che commuove
nel turbamento dei sensi
a primavera, nel lampo del cristallo
che qualcuno ha rotto, mesi fa,
perché oggi mi abbagliasse
nel bracciale che qualcuno ha perso
perché lei lo trovasse.

A quale prezzo, cosa sacrifichiamo
alle nostre richieste di risarcimento
ai danni di chiunque.

Possiamo sempre serrare i denti
e illuderci di tradirci
di non essere noi
nel ringhio che è un ghigno che è
un pianto che è un canto
di gioia
innegabile, il grido
di vittoria lo spasmo di dolore che è
determinismo
che è ricatto
che è legge che
è nostra
libera
scelta.

Chiamarci fuori, tacerci
l’orrore della vita
che ci arma e ci culla e che ci chiama
a sorridere, a fare
del nostro peso al mondo
merce di scambio.

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8 Risposte to “(thiopental) n.2”

  1. glasyalabolas Says:

    Se mi offri una birra ne parliamo.
    Ti leggo con piacere e penso sempre che tu dovresti PARLARLI questi pensieri.

    Respect -.-


  2. Come regola generale, scrivo delle cose di cui non posso dire. Ma parlo con competenza di molti argomenti, e di moltissimi altri parlo volentieri con superficialità. ; )

  3. glasyalabolas Says:

    Allora la birra “è la morte sua”, si dice così,no? 😉
    Buona serata


  4. O la tua, se sono una pericolosa serial killer.


  5. Ho bisogno di chiederti una cosaDove posso scriverti per un consiglio!


  6. Ill tuo stile è inconfondibile ^^


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