(Ennet House) n.2

marzo 8, 2012

1. Nei periodi in cui sono stata felice, scrivere non è stato necessario né, a ben vedere, possibile.

2. Nessun momento di infelicità mi è veramente insopportabile, ma è insopportabile la sola idea di raccontare quel momento. Se non fossi intimamente convinta della necessità di scrivere la cronaca della mia esistenza, se riuscissi a convincermi, invece, che della mia esistenza non resterà alcuna testimonianza, la questione della felicità risulterebbe, ai miei occhi, irrilevante.

Eppure, sono qui.

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20 Risposte to “(Ennet House) n.2”

  1. a song for simeon Says:

    “Nei periodi in cui sono stata felice, scrivere non è stato necessario né, a ben vedere, possibile.”

    Penso da sempre qualcosa del genere. Non so come si possano dire le cose belle: sto bene, sono felice. La lingua non sembra fatta per questo, è pericoloso, ci si attira l’invidia degli dèi. La lingua dev’essere nata perché c’erano necessità disperate, e nessun altro modo al mondo di trasmetterle. Doveva trattarsi di gente molto triste.


    • Allora: sei radicale. : )
      In realtà, io parlo sempre e solo di me, qualsiasi cosa io dica.

      La lingua serve per dire ciò che si può dire. Scrivere serve, a me, a dire ciò che altrimenti non saprei dire. E’ che quando sono felice le cose da dire sono talmente facili e banali, non vedo perché qualcuno dovrebbe darsi la pena di scriverle.

      Sofismi, in ogni caso. E’ molto più sensato distinguere scrivere e vivere, ma per il momento preferisco non indagare la questione.

      Grazie di essere passato. j.v.d.

      • a song for simeon Says:

        “La lingua serve per dire ciò che si può dire.”
        Potrei dire che è solo per la lingua che distinguiamo la categoria ciò che si può dire. E che sul mio manuale di glottologia c’è la storia di questo malgascio che chiamava sua sorella “una ragazza” perché altrimenti la rubavano gli spiriti. Ma, sofismi, vero.

  2. a song for simeon Says:

    […] Scendi a pianterreno
    come ti pare, porta o tubo, infilati
    dove capita, scatola di scarpe
    o cassa d’imballaggio, orizzontale
    o verticale, sola o in compagnia,
    liberaci dall’estetica e così sia.

  3. a song for simeon Says:

    Ho saputo della tua esistenza tre quarti d’ora fa. Non c’è il tempo materiale per ritenerti insopportabile.


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