(a history of violence) n.2

maggio 10, 2012

Se io fossi una persona migliore, impiegherei il mio tempo leggendo esclusivamente libri di merda al fine di recensirli ed evitare alla brava gente di sprecare il suo, di tempo, per colpa di temporanei abbagli o pessimi consigli. Soprattutto, pessimi consigli.

Purtroppo non sono una persona migliore. Mi sento però di fornire alla brava gente un utile ed elementare criterio fondativo per pregiudizi affidabili: se è italiano, è probabile che sia un brutto libro; se ha successo, è probabile che sia un pessimo libro; se è italiano e ha successo, state certi che è un libro di merda.

Ci sono delle eccezioni, ma in numero esiguo e facilmente elencabili. Questo potrei farlo.

E se qualcuno di voi sta pensando che io sia troppo rigida e che i miei criteri siano solo preconcetti nutriti dalla mia supponenza e a tratti sconfinanti nel razzismo, posso sempre aggiungere che: se l’ha scritto una donna, probabilmente è un libro di merda comunque, a prescindere dalle vendite e dalla nazionalità.

J.V.D

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17 Risposte to “(a history of violence) n.2”

  1. deorgreine Says:

    Penso che se qualcuno avesse bisogno di alcuni buoni motivi per non scrivere mai un libro, qui li troverebbe.


  2. Sei iscritta su Anobii? Sarebbe bello poter leggere le tue recensioni.


  3. Scusami non ho capito bene il tuo indirizzo mail 😦 sarà che non utilizzo gmail

  4. asongforsimeon Says:

    forse dovremmo entrare nell’ordine di idee che tutti i libri sono una merda, ma alcuni riescono a ingannarti.

  5. Monsignore Says:

    Miss Joelle, prevedo di passare dalla grande città, a breve. Avrei avuto piacere di incontrarvi, ma temo che siate impegnata, non vorrei mai sconvolgere i vostri programmi.
    Con permesso.


  6. Monsignore, sono così rare le occasioni di incontrare un gentiluomo che sarebbe ben sciocco da parte mia rifiutare il vostro invito. Seppure, devo dirvelo, mi sarei aspettata da voi una formula meno sbrigativa per comunicarmi le vostre intenzioni.

    La città è molto bella in primavera. Vi aspetto.


  7. Voi mi costringete ai puntini. Non è cosa da poco.


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