(tell me the truth) n.14

aprile 2, 2013

Aggrappato alla ringhiera, cerco la sua vita dietro la finestra, la forma, sentendo l’orgoglio e il dolore per il suo corpo, per questo corpo che oggi è silenzio tumulto e gloria ma nel tempo cambierà, le cellule diventeranno inospitali, i tessuti impietosi; io allora saprò ancora immaginarlo, non lo abbandonerò, e saprò ancora amarlo: perché è bellissimo, di un corpo, amare il lento scorporare.

Quando è il nostro turno, ognuno affronta il colloquio con serenità. Siamo stati noi, la verità storica direbbe questo, ma la verità storica si inchina al mito.

Quelle che ti piacciono di più, dice. Dovrebbe bastare.
E sicuramente, mi dico, basterà. Perché dell’infondatezza dettagliata abbiamo fatto una forma di vita.

Il tempo materiale, Giorgio Vasta.

[Come dicevo da piccola, non c’è consolazione. Una cosa per cui ringraziare, una cosa infinita, infinita. ]

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