(aruspicina) n.3

aprile 30, 2013

[a mia sorella,  che mentre non c’ero
mi ha riportata a casa]

Ma tra poco
tra poco ci fioriranno addosso
le magnolie – come candele – e allora,
finalmente, apparirà davvero troppo grande
questo tempo senza. Racconterò
di quando sono morta
in Piazza Venezia
e circondata da amore e giovinezza e guardie
armate, avevo in bocca pezzi di ghiaia
e i nomi sbagliati. – Al mattino
non sentii che la febbre e capii dopo,
solo dopo. Ma tra poco
noi non bruceremo che di sole
e i passi per andarcene
li rallenterà solo l’asfalto
morbido di giugno.– Per te
avrei una storia molto triste: vedo
rompersi i nessi dolcissimi e corrompersi
i labirinti d’incanto
nelle vostre menti così esatte e belle
e così bianche.
Di me non esiste più memoria; non esiste più
ciò di cui ho memoria. Eppure
mi hanno amata, eppure
ho amato così tanto.
Ma tra poco, tutte le fiammelle
di nuovo esploderanno, il tempo
aggiungerà un anello
e io dirò a qualcuno dell’incandescenza
della pelle bianca, liscia come la cera
e come i fiori. Di come mi gocciolava addosso
la vita che mi manca.

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