dicembre 3, 2014

La cosa è che per tutto il tempo di fronte ai miei occhi, a un passo da me, c’è il varco per una dimensione parallela. È una dimensione che conosco, e che ricordo, e basta un passo. Una versione alternativa della mia vita, una versione orrenda della mia vita, è a un passo da me, davanti ai miei occhi, per tutto il tempo. A volte decido di non guardarla, a volte decido di guardarla, ma è sempre volontario e mai inconscio. Mi muovo costantemente in un universo che potrebbe essere un universo differente; questo relativismo è terrificante. So che ogni mio gesto è una versione diminuita e ammissibile di un altro gesto, che scelgo di non fare. La cosa è che spesso (non sempre, ma spesso) l’altro gesto mi sembra quello onesto, l’altro universo mi sembra quello vero e i miei movimenti del mondo sono questo lunghissimo inganno, questo autoinganno, quello che fanno i bambini quando dicono “facciamo che ero”.
Io faccio che ero questa ragazza, questa giovane donna, e non l’altra.
Ma davanti ai miei occhi, tutto il tempo, c’è il varco per una dimensione dove io sono seduta e inizio a piangere per non smettere mai più e poi muoio perché in quell’universo le regole sono diverse e la gravità è più forte e la luce è più fredda e la logica conduce a conclusioni differenti e in quell’universo piangere è l’unico gesto possibile, morire è il più razionale.
A volte penso che la mia scelta quotidiana di mentire e restare da questa parte sia la cosa più importante. Altre volte, credo la cosa più importante sia l’esistenza del varco.

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6 Risposte to “”

  1. Simon James Terzo Says:

    La cosa più spaventosa ed eccitante di tutto questo è che rimane sempre li, sappiamo che è solo un istante e poi niente, poi basta, poi tutto.

  2. Ladrodisogni Says:

    A volte mi piace così tanto quello che scrivi che tendo a considerarle delle magie, anche per quello che mi scatenano dentro. Ogni tanto passo da qui, leggo, e un po’ ti adoro. Mi lascio trasportare, penso… questa è una strega, un deserto, un fantasma, tutto insieme. Penso che non esista niente alla base di niente, e probabilmente non capisco molto perchè sono troppo concentrato sulla mia personale traduzione, o su quello che voglio capire io, ma mi è capitato spesso di voler commentare che certe cose che scrivi io le trovo stupende. Incantevoli.
    Grazie (per non-so-bene-cosa)


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