Soltanto: poter comprare sempre tutti il libri
con dentro le poesie
che non ho letto, e soprattutto
quelle che ho letto, una volta
delle quali non ricordo che la fine, ma ricordo
che erano importanti.
E poi, poter sempre
lavorare di notte fino all’alba
ogni notte e dopo
non mettere la sveglia
e soprattutto
saper saltare sempre con successo
oltre il precipizio
dei primi tre minuti
del mattino: essere in salvo
e non guardare in basso. E poi,
anche, che tutto questo fumare
non faccia troppi danni,
che non muoia nessuno,
nemmeno io, e soprattutto
non tu, non prima
di avermi telefonato
di nuovo.

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gennaio 6, 2015

Con la disciplina combattiamo
il panico dell’ora del sonno
l’ultima fine del giorno.

Iniziamo, discplinati, i passi
più neutri: lavare i piatti, i denti
spiegnere le luci in cucina

con la disciplina, ci  traghettiamo
verso il buco, il risucchio
delle ore e le albe
premature – guardando altrove

perfino quando: il freddo
non abbandona i muri, o la febbre
il mio corpo i cui sintomi
sarebbero identici se tu
potessi almeno sentirmi la fronte
invece lavo i piatti
i denti
come coi bambini dal dottore:
cerco di distrarmi.

Dopo è giorno, lo strappo
di un cerotto l’atto di coraggio
– durerà solo un secondo e poi

andrà tutto liscio, promesso,
fino a sera.