marzo 3, 2015

Sono sempre i sogni del mattino
a generare il pericolo.

Dopo, avanzerai su pavimenti inclinati
per un giorno, forse due
forse più a lungo.
Dalla stanza al bagno alla cucina
una salita di marmo
una pendenza di marmo oppure
restare distesa lì in fondo
per un poco, dove le mattonelle incontrano
la carta da parati in un angolo acuto.

Oppure, vestirsi, girarsi
i capelli sulla testa
respirare con ostinazione.

Viene sera, che sbiadisce i segni
i caotici frammenti onirici
sbavati in presentimenti

dalla cucina al bagno alla stanza
una lastra di marmo, oppure
una poesia che non vale niente
scritta soltanto per ammaliare le voci
e zittirle, un momento. Senti,

senti cosa ti racconto: questa mattina
era qui, mi ha riempito
le braccia di fogli, mi ha regalato una foto
in cui non ho i denti.

Una discesa di marmo, ma
ho capito, davvero
ho capito. Soltanto un’altra sigaretta
per domare il terrore;
solo un altro minuto.

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2 Risposte to “”


  1. Respirare con ostinazione. Cazzo…


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